Ecco a voi la storia del sistema di salvataggio delle password di MSN messenger, con relative decodifiche XD.
MSN Messenger Versione 5.0 e precedenti:
Le passwords venivano salvate nel registro semplicemente applicandovi il base64….. praticamente in chiaro… L’indirizzo della chiave è HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\MSNMessenger ed era possibile decodificarli con una qualsiasi decoder base64 :S
Msn Messenger Versione 6.0-7.0:
Microsoft si accorge che “forse” applicare il base64 non bastava… così si è inventata la funzione interna CryptUnprotectData, ma nell’agosto del 2004, il buon to0mbkeeper ha postato su security focus i sorgenti della suo tool per decodificarle, funzionante solo su Win2000.
Le modifiche apportate alla versione 7.0 che aggiungeva un sistema entropico one delgi hash, e l’incompatibilità con Windows XP hanno fatto da propellente all’opera di Napalm e Gregory Panakkal, che hanno sviluppato dei tool di recupero delle password (ma non è stupefacente questo infinito ciclo “tu proteggi, io ti frego” ? hackers e sistemisti si creano posti di lavoro a vicenda!! XD)
Msn Messenger Versione 7.5:
Nasce il Windows Credentials Manager (con relativo coro di stupore tipo whoooa XD), che accoppia l’entropia ad un salt generato automaticamente, salvando i dati nella chiave: HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\IdentityCRL\ . Naturalmente i vecchi tool di decodifica sono stati resi inefficaci.
Windows Live 8:
Questa versione che voi tutti conoscete, non fa a ltro che importare i profili delle vecchie versioni, ed aggiunge dei dati alla fine delle password generate dall’algoritmo introdotto con la 7.5.
A questo punto,l in base alla versione di MSN installata sul computer da cui volete recuperare account potete scaricare gli appositi Tool… io vi consiglio questo (Il collegamento è diretto al download dell’eseguibile).
Chissà cosa attende il futuro di Messenger?
Chissene io uso Kopete!!!
La maggior parte dei sistemi crittografici, si basa sul mantenimento dei files sull’hard disk dopo averli codificati e resi non intelliggibili, ovvero dopo averli crittografati. Questi diffusissimi sistemi di protezione dei dati si dimostrano però molto insicuri dal momento che, dopo che l’utente che possiede le chiavi crittografiche ha effettuato l’autenticazione (ovvero dopo che ha ricevuto il permesso di leggere il file in chiaro) continua a mantenere il file decodificato salvato nell’ hard disk, esponendolo ad ovvi rischi.








